Me lo sono bevuto tutto sul balcone, appoggiata alla ringhiera, questo sole tardivo delle 17:20, arancione e freddo. Dello stesso colore aranciato dello smalto che mi sono data lunedì, in un momento effimero di ottimismo.
Mi è sembrato così stupido, stamattina, mentre camminavo contro un vento gelido che mi feriva gli occhi con  manciate di polvere di quegli orrendi cantieri che stanno spuntando ovunque, in strada, oppure quando era appena l'una di pomeriggio e avrei voluto ritirarmi a piangere in posizione fetale.
Sto uscendo poco, non sto comprando niente. Non ne ho voglia.
Mi sono provata un paio di pantaloncini da running rosa, non li ho comprati; posso continuare a correre con quelli neri, che fanno pendant con il mio umore.
Volevo un paio di occhiali con le lenti a specchio, non li ho comprati; tanto è tutto uno schifo, il sole non esce quasi  mai.
Però mi intestardisco a cercare una quarta persona per quel mio maledetto InterRail.
Però ho fatto scempio di una t-shirt nera con la candeggina, per farne qualcosa di artistico.
Però le immagini cretine di Pinterest e di Orgoglio Nerd mi fanno ancora ridere.

Quando esco sul balcone, non guardo giù, quello schifo di cantiere, ma guardo i tetti e le antenne davanti a me.


Qualche volta penso che potrei morire nel sonno, con l'iPod stretto in mano, ammazzata dal cavo delle cuffie attorcigliato intorno al collo.
Tutti concentrati su come superare l'inverno, non ci eravamo preparati a questo gelido maggio.

Hold my hand
Baby, it's a long way down to the bottom of the river.

Bottom of the river

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martedì 21 maggio 2013


«Chissà se hanno riiaperto Le Trottoir?»
«Andiamo a vedere?»
«Non fare proposte, se non ne sei convinto, perché poi io dico sì. La gente mi butta lì le proposte con scarsa convinzione e poi io dico sempre sì»
«No, sono convinto. Se è chiuso, andiamo al Rattazzo»
«Così ci piove nella birra e non finisce mai. Andiamo»

Non so se il momento più alto della serata sia stato quando una macchina ci ha schizzati mentre attraversavamo sulle strisce pedonali o quando sono scivolata sul marciapiede e sono finita col culo per terra.

Vorrei una stagione come una canzone di Battiato.
Mi ci sto impegnando forte.

Aviatori giapponesi

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lunedì 20 maggio 2013


Mi sono iscritta a un master, per dire alle persone dove devono andare.
Magari lo imparo anch'io.
Il corriere Ibs con la mia guida InterRail è arrivato a mezzogiorno in punto.
I randagi che l'hanno scritta, tra le opzioni mettevano anche dormire in stazione o in strada. Certo, certissimo, ma magari no.
La guida è già sottolineata e gualcita, nella mia cronologia c'è la pagina web delle ferrovie bulgare e di una compagnia di autobus bosniaca.
Ho fissato chilometri di binari che tagliano i Balcani e ore di tornanti a picco sull'Adriatico in quattro cartelle di Word.
Per cena, un kebab completo.

A volte basta un raggio di sole che ti scalda la schiena.

Cieli di latte liquidissimi

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sabato 18 maggio 2013


Mi piacerebbe saper ringhiare.
Darei via tre quarti di tutte le troppe, inutili cose che ho, per saper ringhiare.
Stasera ho un rigurgito di nichilismo e non le sopporto, tutte le mie cose.
Mi vanno strette le pareti.
Mi hanno detto che ho voglia solo di stare per conto mio a leggere e a guardare serie TV in streaming, stasera, e forse è vero.
E soprattutto non ho voglia di vedere nessuno.
Odio le faccende di casa, farei il minimo indispensabile per tenere pulito, e stirare non mi sembra così indispensabile.
Mi piace avere persone intorno, ma poi via, giù di dosso.
Non penso che mi sposerò mai, e forse anche avere figli non è cosa per me; mi piacerebbe avere qualcuno a cui raccontare storie e leggere libri, ma non adesso, e forse comunque non la saprei fare, questa cosa.
Mi piacerebbe saper ringhiare.
E soprattutto non ho voglia di vedere nessuno.

Studio 25

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mercoledì 15 maggio 2013