Studio 54


Dopo una nottata con i capelli bagnati, inaspettatamente non ho la febbre a 41°. Le fragole con la vodka stanno bene quanto me con i capelli rosa e la pioggia che riga i finestroni obliqui del terrazzo della casa di una persona appena conosciuta, in una ex fabbrica.
Mi chiedo quali siano le fattezza dei cubisti del Plastic il lunedì mattina, in metropolitana. Delle trans, di quella con i ferri che le uscivano dalla faccia, e di quell'altra che sembrava un quadro di Botticelli.
Quando ho visto il diavolo in un privè, ho capito che era ora di levare le tende. Era un uomo con i capelli pettinati all'indietro, la camicia nera un po' aperta e l'orologio d'oro.
Domani è lunedì, e forse dovrei bruciare i vestiti che avevo addosso.

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