Ghosting around


La scorsa notte ho avuto un picco glicemico che neanche una bomba H al caramello.
Ho finito tutta la liquirizia che mi avevano regalato venerdì a Cadorna e avevo voglia di scrivere qualcosa di dolce sui taglietti da carta che ho sulle dita.
In parte, era colpa di certi ricordi di luglio e agosto, come delle schegge sotto le unghie. Delle schegge arcobalenate.
Però ho resistito. Ho letto un paio di capitoli di Cavie.
Mi sono preparata il tè e me lo sono versato metà nella tazza e metà sulle mani. Almeno, dopo non avevo più le mani fredde.

Ho stilato una classifica dei libri più raccapriccianti che ho letto.
Cavie è al primo posto sul podio del raccapriccio, per quella scena là che vi dicevo. Segue, con moltissimi punti in meno, V.M. 18 di Isabella Santacroce, raccapricciante prima di tutto perché scritto malissimo e solo poi per le scene porno-splatter impossibili dal punto di vista della fisica e dell'anatomia. Terzo posto, Storie di ordinaria follia di Bukowski, soprattutto per l'episodio di necrofilia che mi aveva leggermente nauseata.

Ho iniziato a guardare The Walking Dead.
Carino, il primo piano degli occhi e della mandibola decomposti. E anche i rantoli non sono male.

«Sulla prima puntata ho solo due cose da dire: uno, la scena della bambina bionda e indifesa è un po' inflazionata e due, esistono i silenziatori, cazzo»

Nella prossima puntata di "Sepolti in casa", ci sarò io con questo stesso maglione comprato usato a cinque euro al Mercatopoli, che annego tra tutte le carte della tesi.
Nella prossima puntata di "Sepolti in casa", ci sarò io con questa stessa sciarpa e con tantissime tazze da tè e caffè usate sparse in tutta la casa.

Stay tuned.
E per favore, non sparatemi. Che non è come sembra, non sono ancora morta.

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