Vacanze Romane - day 3

Anche spostarsi da via del Corso per passare una serata a Trastevere può diventare un'avventura.
La premessa è una sofferta votazione, che si risolve in un lancio della monetina.


Scendiamo in Piazza del Popolo e saltiamo sul 119, un autobus così ridicolmente piccolo che potrebbe farci da taxi. Scendiamo al capolinea e saliamo al volo su un tram. Scendiamo a Trastevere, dove ogni buco tra i sampietrini è pronto ad accogliere il mio tacco. Dopo un giro per locali, ne scegliamo uno in cui si fuma il narghilè e si beve tè alcolico, seduti per terra.
Quando il narghilè si spegne e tutte le teiere sono vuote, nel locale siamo rimasti solo noi.

«Ma... noi come torniamo a casa?»
«Ci pensavo anch'io, prima, ma poi ho deciso di rimandare la questione»

Seguono risate.
Qualcuno propone di tornare a piedi.
Seguono ancora più risate.
Chiediamo se possiamo rimanere a dormire, ma ci dicono di no.


Andiamo ad aspettare il tram fiduciosi, stringendoci tutti e otto come fanno i pinguini.

«Arriva, lo vedo!»
«Ma se io non vedo niente!»
«No, ti giuro che c'era!»

Alla fine arriva. Su uno dei sedili, l'immancabile ubriacone, che però sembra tranquillo.
Se non che, al capolinea, si mette ad inseguire tutti... toccandosi.
Dopo aver corso verso quattro fermate diverse per capire dove prendere il 119, lo perdiamo miseramente.
Decidiamo di incamminarci e prenderlo al volo lungo la strada.
Stiamo per prenderlo, ma ci accorgiamo che l'unico passeggero è proprio l'ubriacone.
Così, si va a piedi. Sperando di non trovarlo che vomita sul nostro portone.

A proposito, è stato detto che, in tutto ciò, nessuno ha timbrato il biglietto?

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