Day 11, Komodo National Park


Hai presente com'è quando metti un cagnolino su uno scivolo? Ecco, l'inizio della mia nottata sul ponte è stato più o meno così.

C'era un grosso problema di grip. Il materassino (talmente basso che l'avevo definito "questa cazzata", e tutti avevano approvato) scivolava sulle assi umidiccie della prua, la copertina di pile che ci avevamo messo sopra come isolante scivolava a sua volta. Uno strato sopra, scivolava il mio sacco a pelo scrauso, primo prezzo tecnico Decathlon adatto alle temperature tra i venti e i venticinque gradi. E dentro c'ero io, con il piumino e il cappuccio alzato, che scivolavo in profondità nonostante puntassi i piedi. La cosa mi faceva un sacco ridere. Ridevamo tutti, e più ridevo più scivolavo.

Non ho dormito tantissimo. Ad un certo punto, avevo la sensazione di dormire direttamente su delle assi di legno, cosa in parte vera. Un'altra volta mi sono svegliata e Luca non c'era più, perché era scivolato nel sonno fino al bagno. Un'altra invece mi sono ritrovata io praticamente nella cesta dove tenevamo le pinne. Vale ogni tanto russava, e io le davo qualche gomitata.
Però, quando mi sono svegliata senza ricordarmi dove fossi, ho aperto gli occhi e c'erano tutte quelle stelle.

Ci ha svegliati la luce dell'alba. il mare era piatto come una tavola e sembrava tutto rosa e argento.
Appena abbiamo iniziato a muoverci, l'equipaggio ha portato la colazione, e dalla cabina hanno iniziato a salire tutti gli altri.

Mi sono mangiata tre fette di pane tostato con il burro di noccioline.
Quel giorno avremmo visto i draghi, i loro occhietti come pezzi di vetro e le lunghe lingue pallide e biforcute. Avrei giurato che fossero nere anche quelle.
Avremmo fatto anche un micidiale trek sotto il sole impietoso delle 13, ma dalla cima la vista della costa frastagliata e del mare turchese era impensabile per chiunque non si fosse imbarcato con Steve Zissou.


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