Summer in the City


Come dice la canzone Summer in the City: è un vero peccato che in città d'estate il giorno non possa essere come la notte. Adesso è tarda sera, fa più fresco, e un gruppo di persone è raccolto sul tetto del loro palazzo a sette piani da terra, con vista sul centro di Manhattan. Le bianche scie dei fanaliche sfrecciano per Broadway, gente che viene a passare la serata in centro, gente che ha prenotato un ristorante, gente che deve andare a un party.
Qui non è New York, ma pazienza. Domenica mattina ho comunque letto questo libro che mi ha fatto piangere per gli ultimi tre capitoli, come minimo. È sempre bello quando succede.
Com'ero a pezzi un anno fa. Una tristezza, uno spreco inutile. Mica una può sempre sentirsi in colpa, no?
Potremmo davvero smettere di urlarci contro. Easy.
Sono la maglietta dei Punkreas di un concerto nell'estate 2005, che gli avrei tirato in faccia se fosse venuto a lavarmi i piatti solo perché a me non andava, e pure il 6- dell'oroscopo di oggi di Antonio Capitani.
Sono la mano che mi sono aperta aprendo una bottiglia di vino che ho bevuto da sola. Il gradino della portafinestra su cui mi siedo alla sera, fino a che mi sento il culo e le gambe indolenziti. Jep Gambardella che dice che non ha voglia di fare quello che non ha voglia di fare, e non lo fa. Il calciomercato dell'Inter, in un'attesa continua di qualcosa di eclatante, senza mai finalizzare.
Un calendario che segna il 33 luglio, gli spoiler di Game of Thrones.
«A te piace mordere - pausa - Ma mordi proprio tutto?»
Ecco, sono quella che rideva. Non proprio tutto.
C'è ancora un mucchio di birra da scolare e la voce viaggia di tetto in tetto, perdendosi nel baccano del traffico notturnoda qualche parte sopra Broadway: le sirene tagliano l'aria, le luci azzurre che lampeggiano lì sotto e illuminano a intermittenza i muri dei palazzi, a ricordare che per tante altre persone a New York la notte continuerà implacabile e nessuno correrà in loro aiuto.
  

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