Sold Out


«Ci stai riuscendo?»
«Mmh?»
«Lo sai»
«A non scrivergli? Per il momento»

Tendenzialmente, agli esseri umani non piacciono tanto i cambiamenti, e chi dice di sì, dice cazzate.
Un cambiamento è uno sforzo, una serie di impulsi cerebrali che devono imparare a fare un'altra strada. Una cosa difficile.
Di solito, a me i cambiamenti piacciono meno di quanto vorrei ammettere.
Sono una che continua a non ricordarsi dove ha messo la macchina nei parcheggi sotterranei.
Però lì, l'altra sera, mentre giravo con le mani fredde, per un attimo mi è venuto quasi da ridere.

La settimana scorsa è stato come se tutto quello che mi circonda avesse voluto dirmi STA CAMBIANDO TUTTO, E TU RIMANI INDIETRO.
Come quando stai per svenire e ti senti i piedi e le mani che si addormentano, e non capisci se ti manca la terra sotto i piedi o ti sta scappando via il sangue.

Ho pulito il bagno ascoltando Fabri Fibra, per cercare di prenderla di petto.
Tirato a lucido il fornello ascoltando Coez, ché tanto non c'era verso.
Alla fine ero sconvolta, ma in una casa perfetta. Quindi meglio, in un certo senso.

«Ma non ti vergogni ad ascoltare i The Giornalisti, ché sfotti sempre Tommaso Paradiso?»
«Un po' sì, però a una certa pazienza»

Tienimi ancora.

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