bpm


Dicembre è il mese in cui essere un po' più felice e finire quello che hai cominciato. Per questo, a parte che per il fatto che stia finendo questo 2016 di merda, sono contenta che sia dicembre.
Per cercare di riprendermi, la settimana scorsa ho comprato otto paia di calzini di lurex, e ieri una maglia di pizzo nero che mi fa due tette pazzesche e sembra di non avere addosso niente.
Per cercare di riprendermi, scelgo il bpm giusto e corro per chilometri, fino a che mi sento il cuore che sbatte contro le costole fino a far male. Però non mi immagino più di scappare da uno che prima mi vuole, poi no, poi magari sì e poi ancora no, in sembrianza di zombie, con il cervello che cola da un orecchio e la faccia che cade. Adesso non so dove vado, ma vado.
Ieri mi sono trafitta un dito con uno spillo e ho l'unghia orlata di rosso, anche dopo due docce. È quasi sofisticato.
Ieri c'era di nuovo Berlusconi in TV, e faceva tanto 2003. Berlusconi, Santoro e Travaglio tutti nello stesso studio televisivo e nessuno è morto. Un po' una metafora delle mie ultime settimane, ma dovrei decidere chi sono dei tre, e sinceramente la cosa non mi esalta.
Mi piacciono questo freddo pungente e questo cielo pulito da guardare schermandomi dietro un paio di occhiali scuri, così non si capisce a cosa sto pensando.
Magari solo all'Alfa grigia con il muso sfondato fuori dal garage dell'Aci.
Magari che ho dormito con i calzettoni grigi da trekking, quelli brutti, e tu disapproveresti di sicuro.

Oggi sono mediamente ottimista.

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