Poor Impulse Control


Potrei sedermi e guardare i miei sbalzi d'umore mentre mi dirigono la vita. Tanto stanno già facendo tutto loro.
Mi sono sentita come se una scarpa mi premesse forte sullo sterno, ho avuto un sorriso lungo e un po' stupido sulla faccia per intere mezze giornate, ho camminato per una banlieue talmente stanca che le gambe mi cedevano, quando invece la sera prima mi avevano portato a correre con la rabbia di un rinoceronte che carica

(I rinoceronti caricano a 55 km/h, sai? E io ero così)

Potrei dire che è perché dormo troppo poco, cosa vera, ma sarebbe un po' semplicistico.
Bisogna tenere conto dei brividi lungo la schiena di quando torno dalla palestra con i capelli ancora umidi, la borsa su una spalla e il cappuccio in testa, o di quando ci siamo scritti cose che il mattino dopo è meglio non rileggere o forse sì, del mattino che mi sono svegliata piangendo da un incubo orrendo, delle gomitate nelle costole con i sorrisi simili a ghigni e di quando non riuscivo a non ridere al Charles De Gaulle.

«Cosa ridi?»
«Devo troppo dirti una cosa, ma non riesco a dirtela perché mi fa troppo ridere»
«Ok, dai, te la dico... no, aspetta, non ancora. Non ce la faccio!»
«Ah beh. Fai con calma»

Non lo so, se per non riuscire a parlare dal ridere serva svegliarsi piangendo il giorno prima. Però boh, se fosse, io posso anche starci.



0 commenti:

Post a Comment