LDN


La notte prima, invece di dormire, mi sono scaricata un ebook su Kindle. Alessandro Piperno, Dove la storia finisce.
Questa volta avevo il passaporto pronto e la Oyster Card carica. Londra mi ha spalancato le braccia. Non è vero che è fredda, io ci ho trovato tanti posti dove rintanarmi a bere qualcosa di caldo e troppo dolce, seduta davanti a una vetrina.
Ci sono già gli addobbi e le luminarie, ma ancora non lo sento, il Natale.
L'inverno sarà lungo e non è ancora cominciato, ma non credo di potermi lamentare dopo una domenica di sole e cielo azzurro limpidissimo a metà novembre a Londra. Non ho avuto cuore di chiudermi dentro la Tate Modern. Invece sono andata al parco, mi sono seduta su una panchina con una coppia di nomi incisi sopra, e ho letto finché il sole si è abbassato e avevo le mani così fredde da non riuscire più a girare le pagine.
Ho camminato fino a sentire le gambe che andavano da sole.
Ho fatto colazione con i waffle. Quando dici che il caffè migliore è quello di Caffè Nero, dici cazzate.
Ho girato in metropolitana ascoltando in cuffia Fabri Fibra e Marracash.
«Ti meriti di pensare a me a ogni tetta di @carnealvento», ti ho detto. È la mia idea di vendetta, anche se stavo mezzo scherzando. Perché io, a differenza tua, le cose le dico con convinzione anche quando scherzo.
Io faccio sempre sul serio.
Mi sono rimasti degli spiccioli nella Oyster Card, sei sterline nella tasca della giacca e cinquanta nel portafoglio.
Me le tengo.
Tanto torno.


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