Zombie


La Leffe rossa nel bicchiere sembra tè freddo al limone. Sono le cinque di pomeriggio, e mi sta stonando in modo piacevole. Non sto facendo niente di speciale, ma non è male.
Dopo una settimana di pioggia gelata e buio, mi potrei commuovere per il raggio di sole che mi scalda la schiena mentre salgo le scale della metropolitana a Porta Genova.

Interno, notte. Non so bene che ore siano, ma è orario da Moscow Mule.

«Archiviare la conversazione è come dare zuccherini a chi è in astinenza da diacetilmorfina (che suona decisamente più concettuale di "eroina"). Quindi si procede per estirpazioni successive: archiviazione, cancellazione conversazione, cancellazione numero, perdiana-me-lo-ricordo-a-memoria, ripetizione mentale del numero con introduzione di cifre sbagliate volutamente per cancellarlo dalla memoria senza neanche avere un titolo figo da sfoggiare come Eternal Sunshine»

«Per fortuna ho una memoria pietosa»

«Il casino è quando agisci così preventivamente che IL NUMERO NON LO MEMORIZZI PROPRIO neanche quando ancora è tutto rose&bouganville epperò così a furia di leggerlo in cima alla chat ti si appicica al cervello come la gomma da masticare di quel bambino in quinta»

«Io ho fatto MESI prima di memorizzare un certo numero, non troppo tempo fa»

«Ma dimmi almeno che non hai dovuto poi lavorare per dimenticarlo, non peggiorare questa già triste storia»

«No, ma sto ancora lavorando per dimenticare tutto il resto»

«Che poi lavorarci sopra, a volte, è un modo come un altro per tenere la ferita aperta e giocare sul filo del preservarla/farlainfettare per ore e ore»

«Anche andare a correre immaginando che mi rincorresse uno zombie con le sue sembianze non ha funzionato»

«Ma tanto, ammettiamolo, aveva i denti storti. E forse, a ben pensarci, non è mai esistito, te lo sei solo immaginato»

«Aveva un pessimo gusto in fatto di sneaker»

«E ci si può fidare di qualcuno che non sa scegliere le scarpe? Che razza di persona può mai essere?»

«Per me la Bibbia è High Snobiety, non mi può piacere proprio uno così (che per giunta non vuole più parlarmi, oltre agli altri suoi innumerevoli difetti)»

«Ma scusa come si fa a non voler parlare più con una che ti dice Chuck Palahniuk con Real Milanes Accent e riesce a correre e partorire uno zombie immaginario al tempo stesso?»

«Si fa che qualche volta lo zombie sono io (però ha cominciato lui, eh)»

«E che vuoi fare se non lo zombie quando uno ha il cervello guasto e il sangue cattivo?»

«Monia. Questa devi twittarla»

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