Ni**as in Paris


Tra Londra e Parigi, sceglierei Londra.
A Londra ho sempre 16 anni.

Parigi si porta addosso tanti cliché impegnativi, le romanticherie, Audrey Hepburn, Amelie Poulain e quelle cose lì.
Così, la prima volta a Parigi ci sono andata per lavoro. E anche tutte le altre volte.

Così sì. Con la cinghia della borsa da viaggio militare che mi sega una spalla, dentro più campionario che miei vestiti, mentre rimango indietro a fare le foto con il cellulare.

Parigi è il pornhub dell'architettura, con quelle finestre, quegli abbaini e quei tetti.
È stato bellissimo camminare di notte sul lungo Senna, fare battute tristissime davanti a Notre Dame e trovare per caso la Shakespeare & Company. Ma pure andare al Carrefour 24/7 di notte per comprare la Perrier, e la guardia giurata di colore rideva mentre mi diceva che in fresco avevano solo Champagne.

Mi sono innamorata dei bar, dei neon che tingono di rosso i palazzi di Saint Germain di notte, e di svegliarmi al mattino troppo presto per le urla dei fruttivendoli che allestiscono le bancarelle, e rimanere lì a letto, a guardare fuori dalla finestra, su un fianco.

Parigi non la conosco, ma la sto conoscendo pezzo a pezzo, come del resto si fa anche con le persone.
Credo che andrà bene, alla fine.

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