Benvenuti nella Città di Carta


Un giorno andrai nella Città di Carta e non tornerai più indietro.

Consonno doveva essere come Las Vegas, ma poi le cose sono andate diversamente.
Volevo andarci da quando ho scoperto che esisteva. Quando siamo arrivati, c'era un gruppo di ragazzini che rappava una cosa a tema sul tetto, sotto il minareto. Graffiti che si specchiavano nelle pozzanghere, porte scardinate, soffitti gocciolanti, inferiate arrugginite.

"Com'è il seminterrato?"
"Un po' buio, ma carino. Scendi"
"Non è poi così spettrale, alla fine"
"Adesso troviamo una bambina seduta in un angolo"
"Dai, piantala"

Siamo tornati tutti vivi, nessuna caviglia si è spezzata per fare le foto che abbiamo fatto.
Magari la prossima volta faccio il richiamo dell'antitetanica.

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