Marmo


Non so più che ora o che giorno della settimana o del mese è, come mi chiamo, che lingua sto parlando.
Il tempo va avanti a nastro, e a nastro continuo ad avere sempre sonno.
Non dovrei riascoltarmi, né rileggere mai più le cose che scrivo in questi giorni. Troppo sciatte, troppi refusi.
Però qua io continuo. E pazienza.
È un mondo troppo bello per annoiarsi.

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