Fear The Walking Dead


Partiamo dal presupposto che non mi fido tanto degli spin-off. Gli spin-off sono brutte persone.
Però gli zombie sono una cosa a cui non posso proprio resistere.
La sigla è brevissima ma tossica, perfetta per farti trasalire quando non te lo aspetti e ti parte a volume altissimo in cuffia. E già va bene.
Perché la cosa che avrei tanto voluto ma che non osavo aspettarmi da Fear The Walking Dead, a parte le sparatorie dai pick up, i rantoli degli zombie, i fucili a canne mozze e i manzi armati e non lavati:
L'ANSIA. Io volevo l'ansia.
Sentite questa: in Fear The Walking Dead c'è ancora più ansia. L'ansia è quasi insopportabile. Peggio di quando aspettavo che premiassero Birdman alla Notte degli Oscar.
Perché insomma, si sa che le cose non potranno che andare male.
Altre cose che mi sono piaciute sono gli attori, specialmente il piccolo protagonista tossico e la sorella bella ma sempre scoglionata. Ma soprattutto il piccolo tossico.
Poi vabbé, c'è il papà, che sicuramente è già il nuovo sex symbol indiano.
È ambientato a Los Angeles - Los Angeles! California! Santa Monica! Venice Beach! West Coast is the Best Coast! - scusate.
E poi ha una soundtrack davvero pazzesca, e spero che qualche americano malato ne faccia al più presto una playlist su Spotify, perché la farei io ma si sa che non ho sbatta.
Ci sono delle sequenze notturne di Los Angeles tutta spenta, nell'ultima puntata che... uau, da sbavarci.
Insomma, questo spin-off mi è piaciuto. E tanto.


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