Guida Bionda al Running


Il fatto di riuscire a correre dieci chilometri per volta è il mio piccolo miracolo.
Proprio io, che alle medie vedevo le ore di educazione fisica come una punizione divina per qualche presunto peccato gravissimo, io con la mia predilezione per gli svenimenti da calo di pressione e con i fischietti dell'asma se schiacciavo una volta di troppo la barra spaziatrice, adesso mi corro dieci chilometri senza che nessuno mi obblighi a farlo. Per svago.
Se ci sono riuscita io, possono riuscirci tutti.

LE SCARPE, PRIMA PENSA ALLE SCARPE

Non è così vero che correre è uno sport low cost, che puoi praticare con addosso qualsiasi cosa. Sbaglia le scarpe, e andrai incontro a una morte certa, lenta e dolorosissima. Se sei così pazzo da correre con le All Star o con le Gazzelle, neanche poi così lenta. Le scarpe per correre devono essere scarpe da corsa. Per vostra fortuna, stiamo vivendo un periodo d'oro dello Sportswear, e le scarpe sportive sono fighe e non da sfigati come quando ho cominciato io. A me piace comprarle vistose e tamarrissime, ma lì sono gusti personali.

CI SONO DUE TIPI DI PERSONE

Ci sono due tipi di persone: quelle che corrono alla sera e quelle che corrono alla mattina. Io odio svegliarmi presto, e non sono mai a letto prima dell'una di notte. Qualche volta ho provato a correre al mattino e tutte le volte ho avuto la sensazione che le gambe fossero rimaste a letto. È vero che quando si sceglie di andare a correre alla sera c'è tantissimo tempo per cambiare idea prima di quel momento. Io di solito cerco di non pensarci fino a dieci minuti prima, poi comincio a prepararmi distrattamente e quando sono pronta mi dico: «Cara, ormai ti sei preparata, vedi un po' tu».
In linea di massima, il momento più duro di una corsa sono quei tre passi per uscire dalla porta di casa. Poi si va. E se si va alla sera, si può andare a sfondarsi al giapponese, dopo la doccia.

POTRAI DIRE CHE LA TUA PALESTRA È LA STRADA

Non ho niente contro le palestre e non ho niente contro i tapis roulant. Solo che correre sul tapis roulant per più di mezz'ora è abbastanza noioso, e una volta mi hanno spiegato che per le caviglie e le ginocchia non è nemmeno troppo il massimo. Correre fuori invece è da duri, soprattutto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Se poi piove o c'è la neve sul ciglio della strada, puoi decidere se sentirti più dentro Rambo o The Walking Dead. E poi d'estate ci si abbronza la faccia senza pagare il solarium. E potrai dire che la tua palestra è la strada, che gangsta.

CORRI CON ZARROGANZA

Alla maratona di New York gli auricolari sono vietati perché considerati doping. Ma siccome non siamo alla maratona di New York non vedo perché soffrire inutilmente. E poiché tutti abbiamo un lato zarro nascosto da qualche parte, perché non sfruttarlo? Quando ascolto la mia playlist da battaglia, mi chiedo come mai non sono nata nera. Da 50 Cent a Eminem, da Rihanna a Nicki Minaj, poi i Justice, Avici, Kanye West, i Daft Punk, Kanye West che remixa i Daft Punk. L'ultima volta anche un pezzone di Sean Paul. Only God can judge me. Metti gli auricolari (non le cuffie, è un peccato sputtanarle dopo due volte che ci sudi), alza il volume e vai. Occhio alle macchine, però.



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