True blood


True Blood ho iniziato a guardarlo perché me l'aveva detto Una Snob, in un momento in cui cercavo di reprimere una crush strisciante.
A circa metà della sigla, avevo già capito che sarebbe stata la mia preferita di sempre e che mi avrebbe fatto compagnia per molte notti, e fanculo alla sessione d'esame allora in corso.
Poi la crush strisciante è passata, e alla fine mi è passata anche quella per True Blood, ma molto dopo.
Come al solito, era tutto molto bello, sexy e selvaggio all'inizio ed è proprio di questa cosa che vi voglio raccontare.
In True Blood ci sono tanti vampiri, c'è tanto sangue e tanto sesso tra persone adulte e consenzienti.
La soundrack è di classe. L'ambientazione è un paesello sfigato, paludoso e pieno di zanzare nel Profondo Sud Ex Confederato. Sembra quasi di sentire il caldo, l'umidità, i grilli e le punture di zanzara. I dialoghi sono abbastanza brillanti e stemperano un po' il pathos alla Twilight.
Nelle prime stagioni c'è una bella atmosfera di scazzo rarefatto.
Una volta poi ho pianto inspiegabilmente per la morte di un personaggio che mi stava piuttosto antipatico.
Più adorabili di tutto sono alcuni dettagli, tipo che questi vampiri perfetti piangano sangue, in un modo disordinato che impiastriccia tutti i loro bei lineamenti, che di sangue vecchio abbiano sempre una traccia quasi impercettibile nelle unghie e che muoiano esplodendo come gavettoni di carne, lasciandosi dietro una scia appiccicosa. Di sangue, sempre.






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