Camerata Stizza


Non c'era nessuno sulla Pedemontana.
È stata una cosa di mezzo secondo, forse anche meno. Appena il tempo di capire, poi un colpo, il rumore delle ossa che si spezzano e un odore caldo e stucchevole di sangue e viscere.
Mi è subito venuta la nausea.
Mi sono sentita in colpa, anche se non potevo farci niente.
E ho ripensato a quel capitolo di Cavie, quando cominciano a mangiarsi l'uno con l'altro, la prima volta: la carne inodore del banco frigo e le scie di sangue e merda che rimangono sull'asfalto.
È rimasto solo un segno minuscolo sulla carrozzeria e qualche ciuffo di pelo rossiccio sotto. Mi aspettavo molto peggio, per quanto è stato brutto.

«Cos'era?»
«Forse un gatto. Credo... Ho paura una volpe»

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