Le meraviglie


Mi sembrava una cosa strana che poteva piacermi, Le meraviglie.
Sembra una fiaba, dove nelle radure ci sono le fate bianche insieme a uomini vestiti di nero. Sono gli anni Novanta e Ambra canta Ti appartengo.
Gelsomina ha 12 anni ed è il capofamiglia di un gineceo smandrappato, in cui ci si riunisce davanti a un water e il reggiseno si porta da solo o non si porta, ci si veste abbinando male i colori ma si cerca comunque in qualche modo di essere belle. L'unico uomo della famiglia è sempre arrabbiato, quando c'è è fastidioso.
Quando non si è d'accordo ci si risponde in tedesco o in francese. Le api ti escono dalla bocca, ti camminano sulla faccia, il miele è la tua ossessione, la sera bisogna togliersi i pungiglioni dal coppino.
Intorno, c'è la campagna toscana, bruciata dal sole e dai diserbanti.
«Dovremmo nascondere qualcosa di segreto in casa», tra i muri scrostati, le finestre chiuse con le assi e una tenda strappata.

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