Festival


Terza sera passata a seguire il Festival di Sanremo e io già sbaglio hashtag, giorno della settimana, refusi, occhiaie, tunnel carpale, tutto.
Quando finisce la serata, scrivo fino alle tre o alle quattro.
Io e Marzullo, sempre più accomunati dalle borse sotto gli occhi e dalle domande WTF.
Però insomma, tutto bene. Voglio dire, non mi sto veramente lamentando. Sono contenta. Mi piace.
La performance dei Dear Jack di stasera l'ho vista dalla TV dei vicini, mentre sbattevo la tovaglia dalla finestra del bagno (sì, ho sbattuto la tovaglia alle undici).
Ho cominciato ad apprezzare le cucine incasinate, con i piatti appena lavati da asciugare.
Forse per questo ultimamente passo un sacco di tempo in cucina e la TV la guardo solo seduta sul tavolo.
Oppure la macchina pulitissima, con l'Arbre Magique alla lavanda che la fa profumare forte di bucato.
A me non importa se ho la faccia un po' sbattuta e le mani con le nocche che si aprono.
Quando Nek (sì, Nek, viva gli anni '90) stasera ha cantato Se telefonando, io ho ripensato a tutte quelle sere in cui io l'ho urlata in macchina, da sola sull'A8.
A me piacciono i momenti. Anche l'America me la ricordo tutta a momenti.

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