Creep


Anche da lavori noiosi come sbobinare le interviste, di cui aspetto i precut esattamente come aspettano gli uragani ai Caraibi, possono insegnare profonde verità.
Trascrivere le parole di qualcun altro fa riflettere moltissimo sulle proprie, e su quanto tendiamo a sbrodolare quando raccontiamo le nostre cose.
Per esempio, adesso avrei la tentazione fortissima di raccontare come posso sentirmi speciale in un certo momento o banale come una pozzanghera in un altro.
Ma oggi non mi va di parlare di me.
Mi sono resa conto che mi circondano diverse persone straordinarie: gente che ha lavorato fin dalle superiori e si è fatta un culo così, chi sta crescendo figli e chi ha cambiato paese, fotografi che si vede quanto sono bravi già dalla loro galleria dello smartphone, nerd che a un computer potrebbero chiedere qualsiasi cosa, chi suona quattro strumenti oppure uno solo e mostruosamente bene, autori televisivi, registi, penne che invidio da morire e forse dovrei uccidere per eliminare la concorrenza, fuoriclasse della cucina che preparano dolci porno soft.
Conosco un mucchio di artisti, e dovrei proprio rendermene conto più spesso.

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