Sul perché non rimpiangeremo l'adolescenza


Solo chi da adolescente era figo, rimpiange l'adolescenza. Ma quasi nessuno da adolescente era figo.

  • Ciccia & Brufoli
Io di brufoli non ne avevo, in compenso l'apparecchio fisso ha funestato la mia primissima adolescenza. Dopo mi è rimasto un leggero diastema, che ho odiato profondamente fino a pochi anni fa. E poi ero alta, e a 15 anni sembra una cosa profondamente sbagliata, essere così alti, con un fisico che non è né magro né grasso, ma boh. Andare in spiaggia in costume, o comunque scoprire diversi centimetri di troppo di epidermide, è un dramma quando attraversi quel periodo della tua vita in cui ti si riempiono da un giorno all'altro il reggiseno o le mutande, e il tuo corpo fa cose strane che non capisci molto bene (es. "Oh, ma sei diventata signorina! Chiama subito la nonna per dirglielo. Che bello!" ma scherziamo?). Insomma, per fortuna poi passa, o ti abitui con l'età, e smetti di tormentarti per la forma dei tuoi gomiti.

  • Dresscode
Nonostante quello che vogliono farci credere, gli adolescenti non hanno particolare gusto nel vestire. O almeno non lo avevano qualche anno fa. Ricordo molto bene il giorno che un mio compagno venne a scuola con una t-shirt azzurro chiaro e quasi sicuramente da donna, e il giorno in cui un altro si presentò con una camicia degna di Shakespeare. Nello stesso periodo, uscivo con uno che indossava lo stesso paio di jeans e la stessa maglietta degli Iron Maiden tredici mesi all'anno, il mio migliore amico aveva una fissa per degli orridi pantaloni di pelle e io mi vestivo da spazzacamino. E tutti, non so perché, andavamo in giro con il chiodo in pieno agosto: piuttosto ce lo trascinavamo dietro sotto braccio, pur di portarcelo in giro. Adesso, non so voi, ma io adesso ad agosto mi vesto come se fosse agosto.

  • Rimorchi imbarazzanti
Se pensate che adesso sia difficile rimorchiare, quando vi trovate al cospetto di qualche soggetto che visualizza e non risponde su What'sApp, provate a ripensare a com'era una volta. Quando si pedinava di nascosto la cotta del Liceo. Che dopo averti lanciato uno sguardo (che secondo te era) di fuoco alla macchinetta del caffè, iniziava a uscire con la tettona della sezione L scientifico. Quando magari stavi messaggiando e ti finivano i 100 messaggi gratis della Summer Card. E gli squilli? Volevano dire tutto o niente. Ben vengano l'età della ragione e What'sApp.

  • Fanatismo musicale
Al Liceo, se non conosci a memoria tutta la scaletta di Woodstock, non sei nessuno. Se non hai letto almeno tre volte i diari di Kurt Cobain, non sei nessuno. Devi sapere qual era il gusto di gelato preferito di Janis Joplin e la posizione del Kamasutra preferita di Jim Morrison. Che numero di scarpe aveva John Lennon, come lo chiamava Yoko Ono nell'intimità. Devi saper declamare tutti i titoli dei dischi dei Placebo in ordine cronologico. Conoscere tutti i dettagli delle vite degli Oasis. Sennò non sei nessuno. E ovviamente, se osi ascoltare il singolo di qualcuno, ti devi preparare sui nomi e sulle biografie di tutti i componenti del gruppo, fino all'ultimo dei turnisti. Sennò... avete capito.

  • Ribellione!
In genere, la cosa si esauriva con l'andare a qualsiasi corteo agitando bandiere rosse e reggendo striscioni. Oppure con lo sfogare la frustrazione sui propri capelli, tagliandoli in modi orribili o colorandoli in modi discutibili. Adesso stanno tornando in auge i colori discutibili, ma adesso la cosa è infinitamente più shabby chic e decisamente meno casereccia di allora. Come dimenticare quando mi tinsi i capelli di viola in gita ad Atene, lasciando macchie su tutte le superfici del bagno? E per fortuna esistono pochissime prove fotografiche del periodo in cui avevo i capelli rosa. Magari me li rifaccio, ma con i gessetti di Sefora.

Ben venga la maggiore età, tanto i 26 sono i nuovi 16, e non mi devo più preoccupare di essere interrogata a sorpresa in Greco, in aggiunta a tutta questa roba.

2 commenti:

Post a Comment