Seafolks


Piove da così tanto tempo che la mia pelle sembra diventata trasparente.
Quando la mattina alle sette mi guardo allo specchio, mi sembra di intuire le piastrelle del rivestimento del bagno, dietro.
L'altro giorno mi si è disintegrato l'ombrello, e non l'ho più ricomprato. E pazienza se mi prenderò il terzo raffreddore di fila.
A parte questo, sto prendendo il ritmo, mi sembra. Mi sto abituando al retrogusto di terra del caffè dell'ufficio, e a pranzare tra le due e le tre, sempre di fretta, e alle telefonate sul ballatoio di questa strana casa di ringhiera di vetrate e mattoni, tutta uffici.
Però sto diventando brava, e tutto questo ha il suo perché.
Domani finalmente andrò a farmi vedere dall'oculista, anche se i bulbi oculari sono una cosa che mi terrorizza. Mi sento le palpebre piene di sabbia, verso le quattro del pomeriggio, e non posso più rimandare.
Vorrei farmi i Clubmaster, come nuova montatura, e se scopro che mi stanno male prevedo il disastro.
Magari scriverò un racconto, e lo intitolerò "In metropolitana siamo tutti verdastri".



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