Misery


Capiva ora, finalmente, di non essere proprio un maestro in quell'arte, ma era l'unica che conosceva e se alla fine il suo lavoro risultava sempre maldestro, almeno non mancava mai di farlo con amore. Toccò il manoscritto e sorrise un po'.
Ho finito di leggere Misery, che avevo comprato in edizione tascabile al Libraccio per un euro e settantotto.
La storia non è tanto quella di un autore di best sellers che viene tenuto segregato in una baita in Colorado da una pazza furiosa. È più che altro qualcosa su come si scrivono i libri e cosa vuol dire essere uno scrittore.
Ma questo lo si intuisce a sprazzi e gradualmente.
Intanto, questo fortissimo raffreddore comincia a passare, e oggi sono andata ad allenarmi.
Intanto, mi si accavallano in testa diverse idee di cose da scrivere.

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