Industrial


Da qualche settimana, tutte le sere vado a letto con i muscoli del collo e delle spalle tesi come carne congelata, e gli occhi che friggono come uova al tegamino.
Per tutto il giorno leggo, scrivo, studio, associo parole a immagini, mando e-mail.

Ogni tanto, parlo con delle persone.
Mi aggrappo al fatto che posso davvero, adesso, inventare qualcosa di bello.

Tutti questo interagire con registi sperimentali mi ha fatto venire voglia di comprare un paio di pantaloni di ecopelle nera.

«So che in Germania queste iniziative spopolano... ma quelli son paesi civili. Comunque anche noi, qua non disperiamo, giusto?»

Giusto.
Perché l'alternativa sarebbe piangermi addosso e lamentarmi tutto il giorno del fatto che non ho un lavoro vero.
E quindi preferisco comunque l'altra.

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