Guida Bionda allo Scoppio


Questo post parla di coppie che scoppiano. Perché non c'è niente di più natalizio delle coppie che scoppiano.
E la parte migliore è che lo scoppio è solo il punto di partenza di un percorso di degrado e autodistruzione personale; gli step sono dieci, come le Piaghe d’Egitto. Casualità? Non credo.


  • Segregarsi in casa

Sembra la cosa più logica da fare: mettere un pigiama imbarazzante e parcheggiarsi per settimane sul divano, a piangere fino a disidratarsi e compiacersi di quanto la propria vita sia deprimente.
E per un po’ va bene. Finché non inizi a fare incubi in cui muori nel sonno e ti trovano i pompieri venti giorni dopo, chiamati dai vicini che non sopportavano più quello strano odore sul pianerottolo. Vuoi davvero che un pompiere ti veda così?
E poi, subito dopo lo scoppio, parte una specie di Telethon di amici e conoscenti che ti invitano a uscire, per pena o per curiosità. Conviene approfittarne, prima che tutti se ne dimentichino.


  • Strafogarsi di comfort food

Mangiare è uno dei piaceri della vita, in particolare, quello che se la gioca ad armi pari con il sesso. Lo dicono anche i libri di psicologia. È normalissimo, quindi, che cerchi di distrarti dal buco che hai nel petto occupandoti di quello che hai nello stomaco. Pinterest pullula di motivational che strillano in caps lock che non devi gratificarti con i biscotti perché non sei un cane.
E io dico: che male c’è? Adoro i biscotti, e non vedo cosa ci sia di male nel mangiarsi una cosa quando se ne ha voglia. Ecco, magari evitando di finire sepolta sul divano da una coltre di carte di merendine. O di raggiungere la taglia di un’orca assassina. Quindi, magari, dopo che ti sei scofanata un vaso di Nutella da tre chili, vai in palestra. Ma non subito, altrimenti ti implode la milza.


  • Lasciarsi andare

Diretta conseguenza dei comportamenti sbagliatissimi di cui sopra, è perdere di visita l’igiene personale: nel giro di qualche giorno non sei più una donna, ma una strana creatura un po’ Mariangela Fantozzi e un po’ Marty Feldman. Hai smesso di farti la doccia, i tuoi capelli farebbero cadere morto stecchito Edward Mani di Forbice, della ceretta non ne parliamo neanche.
Guarda che prendersi un pochino cura di sé non è per forza brutto, o almeno non è brutto come le condizioni in cui ti sei ridotta. Non si può non sentirsi meglio dopo una doccia calda, con i capelli che profumano di shampoo. E poi, ti potrai disperare anche indossando un pigiama carino.


  • Terrorismo tricologico

Qualcuno ha detto che quando una donna decide di cambiare la sua vita, comincia dai capelli; la fonte è incerta, forse un film francese o forse uno di Moccia. Non so se sia davvero così o se siamo noi a esserci convinte, comunque, quando una relazione finisce, noi finiamo dal parrucchiere.
Di solito, l’esito dell’operazione è tragico: tagli drastici tipo Britney nel 2007, decolorazioni al napalm o tinte rosso menarca. In poche parole, idee che una persona in grado di intendere e di volere non attuerebbe mai. So che sei tramortita dalla delusione, ma se il parrucchiere ti dice no, tu dagli retta. Davvero.


  • Comprare manuali di auto aiuto

Lo sguardo di compatimento che ti scoccherà il cassiere della libreria è già da solo un valido motivo per abbandonare l’idea.
Ma riflettiamoci comunque un attimo: per quale motivo un manuale scritto da una ricca signora del Nebraska, casalinga e sposata con cinque figli, dovrebbe aiutarti? Soprattutto perché i consigli offerti sono: non crogiolarti nel dolore ma parti per le Maldive e ti sentirai subito meglio (ma va?), non rinchiuderti in un casinò di Las Vegas (chi non è di casa in un casinò di Las Vegas?) altrimenti perderai tutti i tuoi soldi (ma va?). Ma in genere, il consiglio numero uno di questi libri è aspettare che arrivi l’uomo giusto e sposarlo. Lo so, è un vero scoop.
Se vuoi un parere spassionato, io trovo molto più saggio leggere un romanzo delle sorelle Brӧnte.


  • Scene di ubriachezza molesta

Mettiamo il caso che alla fine decidi di uscire. Tutti vogliono sapere i dettagli del tuo nuovo stato civile, e tu ovviamente non hai alcuna voglia di raccontarli. Dunque, ti senti terribilmente a disagio e cosa fai? Esatto. Un goccetto per bagnare le labbra, un altro goccetto per scioglierti un pochino, un altro goccetto per scioglierti un altro pochino… e in un attimo sei in piedi sul tavolo a cantare Maracaibo.
E fin qui tutto bene. Tutto bene finché non vomiti su qualcuno, scoppi in un pianto disperato, inizi a rivelare particolari della tua passata vita di coppia che non avevi mai rivelato per qualche ottimo motivo, oppure inizi a promettere favori sessuali alla qualunque.
Quando le pubblicità degli alcolici raccomandano di bere responsabilmente, si riferiscono anche a questo.


  • Messaggi etilici nel cuore della notte

Diretta conseguenza della sbornia triste sono i messaggi etilici e zerbinosi inviati intorno alle due di notte.
In genere, sono lunghi quanto una saga fantasy, e imbarazzanti se riletti il mattino dopo quanto una saga fantasy scadente. Quella cosa che girava tempo fa su Facebook, sul fatto che agli ubriachi vada ritirato il cellulare, è una grande verità. Se il destinatario ha un minimo di clemenza, evita di rispondere. E soprattutto, se il destinatario ha un minimo di decenza, evita di fare lo screenshot.


  • Stalking

Non credo che sia molto producente seguire qualcuno, corrompere qualche amico comune e presentarsi a sorpresa alla stessa serata, appostarsi in macchina sotto casa sua, monitorare i social network e crackare la password dell’e-mail, telefonare e poi riappendere o cose del genere.
Ho scolpito nella mente il ricordo di uno che mi telefonava con  il cellulare dei suoi coinquilini, e poi si fingeva un operatore telefonico, quindi credimi se ti dico che è meglio evitare. Per prima cosa, si provoca una certa ansia, il cui livello aumenta fino a diventare fastidio e infine esasperazione.
A proposito, lo stalking è stato riconosciuto come reato.


  • Atti vandalici

Chi non ha mai fantasticato con immenso compiacimento di incidere sulla carrozzeria della macchina dell’Insensibile un vocabolo che lo riassumesse, e che naturalmente non è Insensibile, ma qualcosa di più breve e pregno di significato? Chi non ha mai pensato di fare a brandelli tutti e quattro i pneumatici, proprio come l’Insensibile ha fatto con il nostro cuore? Nessuno potrà mai portarti via questi attimi di godimento intellettuale, molto meno perfetti quando si traducono in atti pratici e tocca pagare il carrozziere o il gommista.
Confesso che una volta ho ridotto in briciole i CD che il mio ex mi aveva prestato, ma all’epoca dei fatti ero giovane e avventata. E poi, erano tutti CD masterizzati.

Nel caso che ve lo stiate chiedendo, sì, parlo per esperienza. Per quanto desideri molto trovare un'amnesia selettiva sotto l'albero.


1 commenti:

Post a Comment