Shining



Mi sono innamorata di Venezia in modo irrimediabile e cinematografico prima ancora di vederla. Era una mattina di luglio '94 e stavo guardando un film del Giffoni seduta su quel tappeto marrone che mi pungeva le gambe nude, a casa dei nonni.


No. Dev'essere successo ancora prima. La prima volta che ho visto "Indiana Jones e l'Ultima Crociata", forse, che è ancora il mio film di Indiana Jones preferito.
Volevo tanto che venisse a portarmi via...


Avevo detto che sarei tornata presto, l'ultima volta, anche se non pensavo così tanto presto. Sono tornata per la nebbia, invece c'era un cielo pulitissimo.


La prima notte abbiamo dormito in un B&B all'Arsenale, in una stanza piccolissima con il muro scrostato dietro le testiera del letto.


«Eppure, non ci vorrebbe così tanto, per rendere un po' più carino questo posto»
«Tipo?»
«Tipo... passare l'aspirapolvere, cose così»


Finalmente sono riuscita a passare una mattinata al mercato. Sulla colonna di un portico c'era un breve componimento in rima, in cui un veneziano paragonava le parti intime di una donzella al Canal Grande.


I Giardini della Biennale erano così belli che ci siamo quasi fatti chiudere dentro.


Quando ho ripreso a respirare, nel Padiglione di Israele, dopo circa 10-15 minuti, ho cominciato a guardare le facce delle altre persone.






Erano tutti ipnotizzati, con la bocca un po' aperta, come gli animali selvatici davanti ai fari delle macchine.



Intanto, fuori era cambiata la luce. Ho aspettato finché il sole è calato, e poi finché il cielo è diventato buio.




La seconda notte abbiamo dormito in un ostello a San Polo, in cui ho dovuto fare io il letto. Con tre coperte che lo coprivano solo parzialmente. Quando siamo arrivati non c'era nessuno, abbiamo dovuto telefonare al gestore perché venisse a registrarci. Poi se n'è andato e ci ha abbandonati a noi stessi. Gli unici due ospiti.


Abbiamo letto storie di fantasmi veneziani e poi il silenzio era così insostenibile che abbiamo dovuto accendere il mio iPod. I caloriferi erano gelidi. Ci siamo addormentati con la luce accesa, dopo aver bevuto il vin brulè seduti sul pontile dell'ormeggio pubblico. È stato divertente.


Per questo sono fissata con Venezia. Anche se torno a casa sempre con un principio di mal di gola e orrende piaghe sui piedi.


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