Bitchcraft


È che c'è questo sbilanciamento strano che non capisco se sta diventando un equilibrio.
Mi è venuta un'allergia ai giacconi che a novembre non è il massimo, e la sera esco con il blazer e mi avvolgo piuttosto in una sciarpa enorme, perché non è così male rimanere fuori e sentire l'aria che punge.
Ho iniziato a fare questo gioco di mettermi in difficoltà, ogni tanto, e fare cose che normalmente non farei e adesso passo molto del mio tempo a essere spaventata e a divertirmi nello stesso momento.
Parlo a voce più alta e si sono accorti che dico "che disagio" ogni tre secondi.

«È che tu non fai niente per risultare simpatica»
«Non è vero»
«No, è che non ti interessa essere simpatica a tutti»
«È che non ho bisogno dell'approvazione degli altri»
«Però, una tantum la vorresti e se non ce l'hai ti incazzi»
Non rispondo
«Perché tu sei così e vuoi piacere così o niente»
Non rispondo
«Ti si apprezza nel tempo»
«Eh»

Ma se volete sapere come si fa ad andare in un locale e fare chiusura, rimanere lì fuori mezz'ora a cazzeggiare e poi un'altra mezz'ora al McDrive e accorgersi solo a casa di aver dimenticato là una cosa, ve lo spiego io.

«L'altra sera ho rivisto Fight Club. Pantaloni della tuta, piedi sul tavolo, mi sono aperta una birra... ero troppo felice»
«Senti, ma... sei sicura di non essere un uomo?»

Se volete sapere come si fa a sedersi a un tavolo a mangiare brioche e parlare di Titanic e non accorgersi che sono quasi le quattro del mattino, posso spiegarvi anche questo.
Quando affonda la bagnarola di I love Radio Rock, mi commuovo più che quando affonda il Titanic, anche se non muore nessuno.

Almeno alla fine c'erano dei bellissimi cieli autunnali.


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