Speak Valyrian to me


Ho passato il sabato sera sdraiata sul letto a rileggere Nabokov. Cominciavo a sembrare una che scrive cose di un certo spessore. Dovevo scrivere di quanto è bello essere una donna libera, una cosa a metà tra Lady Oscar e la Lesbia di Catullo, invece oggi pomeriggio è successa una cosa.
Oggi pomeriggio ho finito l'ultimo librone mattone degli Oscar Mondadori de Il Trono di Spade.
Ho letto Harry Potter quando era ancora una cosa da sfigati, Lo Hobbit a otto anni e il Signore degli Anelli a quattordici  (ne seguì una lunga degenza in cui volevo scrivere lettere d'amore in elfico ad Aragorn figlio di Arathorn ed erede di Gondor, ma poi alla fine mi passò); ho bisogno di descrivere il buco che ho nel petto e il senso irrimediabile di WTF.
Questo libro si legge in uno stato d'animo tra l'esaltato e l'ansiogeno, perché da un momento all'altro potrebbero morire tutti (e spesso lo fanno), oppure essere tutti nudi senza un motivo plausibile. A un certo punto, inizia una lunga serie di WTF, fino all'ultimo, creepy WTF dell'epilogo.
Insomma, ci soffri. Ed è bellissimo.
A proposito, i miei personaggi preferiti sono chiaramente quasi tutti morti.
Valar morghulis.
A proposito, esistono corsi di Alto Valyriano?

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