L'ultima volta ti ho visto cambiato, bevevi un amaro al bancone del bar


Sto lavorando tanto, praticamente gratis, ma va bene così. Sto cercando di vivere bene, di mettere magliette di cotone un po' morbide, di ricordarmi di prendere l'integratore di magnesio e sali minerali. Le mie Vans, ancora troppo nuove e troppo blu, erano gentili con i miei piedi sul porfido rovente dell'una. Sto cercando di essere più gentile anch'io con me stessa e bevo Spritz a pranzo.

«Parlavamo di tante cose, ma non parlavamo mai di come ci sentivamo. Perché non parlavamo mai di come ci sentivamo?»

Nelle giornate limpide di luglio, sotto la galleria della Stazione Centrale, vedi i binari a perdita d'occhio, e le strutture e i cavi elettrici e la torre contro l'azzurro.
E alle sette di sera, alle Colonne di San Lorenzo, sembra di stare davanti al Palazzo di Diocleziano.
Il marmo mi cuoceva le cosce nude e io mi sono dimenticata di contarle, le Colonne.
Guardavo i mattoni e guardavo la gente. Ero già pronta a parcheggiare la macchina sul marciapiede.

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