Che la festa cominci


La festa sarebbe cominciata all'ora di pranzo e sarebbe finita all'alba del giorno dopo.

Ho bisogno di riprendermi dal Carnevale di Rio che è stata la scorsa settimana.
Io non sono fatta per andare in giro a fare la party girl, io sono fatta per stare a casa a guardare Star Wars in VHS.
Giorni e giorni di feste di laurea (la mia migliore amica è Paris sotto mentite spoglie), di serate a ballare con le corone di fiori finti al collo e quegli occhiali da sole tondi che che tanto mi piacerebbe avere per non scopare mai più nella vita, di sushi innaffiato di Ribolla Gialla (mi dovevo girare per non ridere in faccia alla cameriera giapponese, quando lo pronunciava), di grigliate, mattonate sullo stomaco e incubi di torte Foresta Nera Filippine Edition che mi divorano le viscere, hangover sciolti in una bottiglia di Coca Cola con un nome diverso dal mio e in una tazza di caffè dell'aeroporto, di Spumante from the bottle e bicchieri di vodka e di Invisibile di sconosciuti con i capelli finti o carini ma un po' bassi.
Ho imparato che i bikers possono andare benissimo con ogni outfit elegante, per poi passare a mettersi le All Star, perché se ti vesti abbastanza bene non ti guardano i piedi, fino all'apatia delle Vans. Per poco, ieri sera, non sono andata a una festa di laurea con la t-shirt degli AC/DC.
Insomma, è stato divertente, anche se penso di aver bisogno di un trapianto di fegato. E magari possiamo rifarlo, anche se non subito. Tra un pochino.


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