Miss Sarajevo


Una volta ero abbastanza sicura di me da scrivere liste di cose da fare o da non fare.
Forse non mi va più, o non lo so, comunque mi sa che ho smesso.
Quando inizi a organizzare un InterRail, il rischio di finire a parlare del Trono di Spade è sempre dietro l'angolo; in ogni momento rischi di arenarti sulla tua affascinante vita sentimentale.
Poi non riesci a collegare Belgrado a Sarajevo e scivoli nell'autocommiserazione.
E poi non dormi di notte perché confrontare le tabelle orarie dei treni è un trip da cui non si esce vivi.

Ciao, mi chiamo Silvia e continuo a elencare coppie di capitali balcaniche.
(Silvia, smettila)

Tutto questo per dire che, invece di scrivere liste di cose da fare o da non fare, mi sento più di dire cosa faccio io, così vedete cosa ho sbagliato e non lo rifate.
Ma se volete raccontare di essere impazziti per tutta la notte scartabellando su una carta dell'Europa, non dovete farlo davvero.
Potete dire di aver fatto quello che ho fatto io e fare finta.
Perché secondo me è esotico.

(Sto passando la terza notte consecutiva a preoccuparmi di cose balcanose e non del treno per Firenze che devo prendere domani mattina. Non imitatemi)

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