Lucertole nel sole


Me lo sono bevuto tutto sul balcone, appoggiata alla ringhiera, questo sole tardivo delle 17:20, arancione e freddo. Dello stesso colore aranciato dello smalto che mi sono data lunedì, in un momento effimero di ottimismo.
Mi è sembrato così stupido, stamattina, mentre camminavo contro un vento gelido che mi feriva gli occhi con  manciate di polvere di quegli orrendi cantieri che stanno spuntando ovunque, in strada, oppure quando era appena l'una di pomeriggio e avrei voluto ritirarmi a piangere in posizione fetale.
Sto uscendo poco, non sto comprando niente. Non ne ho voglia.
Mi sono provata un paio di pantaloncini da running rosa, non li ho comprati; posso continuare a correre con quelli neri, che fanno pendant con il mio umore.
Volevo un paio di occhiali con le lenti a specchio, non li ho comprati; tanto è tutto uno schifo, il sole non esce quasi  mai.
Però mi intestardisco a cercare una quarta persona per quel mio maledetto InterRail.
Però ho fatto scempio di una t-shirt nera con la candeggina, per farne qualcosa di artistico.
Però le immagini cretine di Pinterest e di Orgoglio Nerd mi fanno ancora ridere.

Quando esco sul balcone, non guardo giù, quello schifo di cantiere, ma guardo i tetti e le antenne davanti a me.


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