Dumb


Non potevo rimanere in una sala d'attesa buia a guardare male quelle due che spettegolavano a voce così alta da distrarmi da "Le notti bianche".
Fuori la luce era così forte da essere abbagliante. C'erano gli alberi con i fiori rosa e c'era silenzio.
Ho aperto le portiere della macchina e mi sono sdraiata sui sedili, con un piede fuori, le cuffie e gli occhi chiusi, un raggio di sole che colpiva la mia pelle di carta velina e un venticello perfetto.
Qualche chilometro più in là, lungo la statale, appena intuibile, il mercatino dell'usato in quel capannone sempre freddo, in cui avrei comprato due sgabelli di vimini e altri libri di seconda mano.

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