Non capisci proprio quello che voglio dire


Ho detto di no, che non ci sarebbero posti meravigliosi dove andare dopo che avrò fatto l'università e tutto quanto. Sturati le orecchie. Sarebbe tutta un'altra cosa. Dovremmo scendere in ascensore con le valige e tutto. Dovremmo telefonare alla gente e salutarla e mandare cartoline dagli alberghi e via discorrendo. E io avrei un impiego, farei un sacco di soldi, andrei in ufficio col tassì e con l'autobus della Madison Avenue e leggerei i giornali e giocherei a bridge tutto il tempo e andrei al cinema a vedere un sacco di cortometraggi e di prossimamente e di cinegiornali. I cinegiornali. Cristo onnipotente. C'è sempre qualche idiotissima corsa di cavalli, qualche gran dama che spacca una bottiglia su una nave e uno scimpanzé in pantaloni su una dannata bicicletta. Non sarebbe proprio la stessa cosa. Non capisci proprio quello che voglio dire.
Nella poesia che sto leggendo, Pirandello si augura che le formiche gli entrino dal naso e si portano via brandelli del suo cervello per i tempi duri.
Credo di essermi appena innamorata.

«Io a quasi venticinque anni dovrei essere una persona meglio»
«Ma è divertente essere stupidi»
«Infatti non voglio smettere»

Domani devo dare il mio ultimo esame e non sono pronta per un cazzo.


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