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Il due gennaio è il giorno peggiore dell'anno.
Mi sveglio con l'interno del cranio verniciato di paranoie multicolor, e il resto della giornata continua sulle stesse cromie.

Non ci sono buoni propositi, i miei progetti per l'immediato futuro si riducono ad andare a correre domani mattina con la t-shirt sponsorizzata dalla festa della birra di Busto Arsizio.
E correre come un ghepardo che pippa cocaina.

Je ne regrette rien.
Che è più o meno l'unica cosa che so dire in francese, ma è più che sufficiente.
Perché tutti sanno dire voulez vous coucher avec moi?
E certo non è male, ma je ne regrette rien è più bello, perché è per il dopo.

Non pensare troppo. Altrimenti ti si spappola il cervello e ti cola dalle orecchie.

Una pappetta vellutata, tipo dolce al cucchiaio.
Il contenuto del mio cranio. Adesso.
Sa di crème brulée. Buono.


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