Biciclette everywhere. Amsterdam


Insomma, Amsterdam.
O sta piovendo, o ha appena smesso, o pioverà. Comunque, c'è vento.
Comprare un cappello di lana e dimostrare dieci anni.
La paranoia continua di essere investiti da una bicicletta.

«Appena torno, mi metto a stendere ciclisti con la macchina»

Andare a dormire nella parte più Misfits della città, diciotto gradi in camera.
Mira como es fea Olanda, diceva una ragazza spagnola in tram, che non parlava con me.
Il bacon e le uova a colazione, una volta anche i funghi.
Il tè alla menta, la cheesecake. I bicchieri natalizi da Starbucks.
Il District e i canali senza parapetto (selezione naturale?).
Le vetrine con le prostitute ciccione. I sexy shop.

«Quelli non ti sembrano tipo... già usati e poi rimessi lì?»
«Ehm... sì. Che schifo»

I coffee shop, soprattutto il Bulldog, dove Rihanna e Snoop Dog vanno fortissimo.
E chiedere un adattatore in reception e non riuscire a stare seria.

«Excuse me, have you got any adaptators?»
«Adapt... potatoes?»
«Oh, sorry. Adaptors»
«I don't have adaptors» (con in mano due adattatori e un carica iPod)
«Ok, nevermind»

Nevermind, giusto.



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