Una poesia su San Vuotabudella


Di solito, si fa la recensione di un libro quando si ha finito di leggerlo.
Per questo qui, la faccio mentre lo inizio.
L'ho aperto per la prima volta intorno alle quattro e mezza di pomeriggio di oggi.
Quindi. Interno, giorno. 

Ore 16.48

«Ok, mi sto sentendo male leggendo un libro. Nel senso che stavo per svenire e ho dovuto chiuderlo. Bene, questa mi mancava»


Lo chiudo. Respiro profondo, anche se c'era scritto di inspirare all'inizio e non farlo più fino alla fine del capitolo. Conato di vomito. Lo riapro. Leggo due righe. Mi si offusca la vista. Lo richiudo. Saggiamente scendo dal tavolo della cucina su cui sono seduta, nel caso mi venga l'idea di svenire e provocarmi un trauma cranico.


Ore 17.19


Nausea. Andando avanti con la lettura, il grado di schifo dovrebbe aumentare. Io ho appena iniziato, quindi si prospettano grandi cose.

Ore 17.38

«Io riapro il libro di prima. Se non mi sentite più, sono solo svenuta battendo forte la testa»

Vado avanti a leggere. Perché non sia mai che io possa essere così mezza sega da non finire questo libro.
Faccio qualche pausa, in cui cerco di razionalizzare ripetendo ad alta voce il termine medico della cosa che sto leggendo, tenendomi da sola la fronte.

Ore 19.08

«Volevo dirvi che comunque ho superato l'impasse del capitolo in cui il ragazzino tredicenne si staccava l'intestino a morsi. Ci tenevo proprio perché si avvicina l'ora di cena»

Comunque, il mio piatto di spaghetti cacio e pepe l'ho apprezzato lo stesso.
Credo proprio di essere pronta per iniziare The Walking Dead.

A proposito, questo libro adorabile è Cavie di Chuch Palahniuk.



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