BUDAPEST, day 1


La stazione di Bratislava è già qualcosa di bruttissimo di suo, figuriamoci quando si hanno davanti tre ore di treno e si ha fame.
La stazione di Bratislava è brutta come la fame perché non ci si può trovare niente, niente con cui fare colazione. Almeno, io ci ho provato per quasi un'ora e non ci sono riuscita.
In compenso, Budapest ci accoglie bellissima nel fulgore dei suoi 34°C.
Dopo aver colmato il vuoto che la colazione aveva lasciato nel mio cuore con un pranzo in un Burger King in un sottopasso pieno di tossici e con un caffè da Costa, ci è apparso come un miraggio l'Idroscalo di Budapest.
Un'oasi.
Se ci prenderemo le verruche, saranno verruche prese bene.
La casa esiste veramente, è adorabilmente Belle Epoque ma le mancano lo scolapasta e la connessione wi-fi.
Per la connessione abbiamo fatto altrimenti, connettendoci a una rete non protetta che prende in modo discontinuo in alcune zone della casa.
Anche per lo scolapasta abbiamo fatto altrimenti.
Nel minuscolo bagno abbiamo fatto il bucato tutti e quattro, e ora sembra una lavanderia cinese.



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