Vesperi


Alzaia Naviglio Grande, sette di sera, 34°C.
Avevo dimenticato che esperienza Vogon é la metropolitana senza iPod.
Però, che bella che sei, Milano.
Mi siedo con addosso l'Autan Scudo e con i piedi nel vuoto. La guardo riflessa nell'acqua verde.
E i camerieri stendono le tovaglie bianche e rosse sui tavolini, c'è odore di spaghetti aglio olio e peperoncino.
Bevo un Long Island e poi vado in quella farmacia carina.

«Buonasera. Dica, signorina»
«Buonasera. Volevo una scatola di cerotti»
«Per vesciche o per ferite?»
«Mh. Facciamo... per ferite»
«E facciamo per ferite! Prego, signorina, dietro di lei. Prenda quelli sotto, che sono più resistenti»

Alla Feltrinelli c'è un'escursione termica di venti gradi.
Davanti alla scalinata del Duomo un cantante stonato e il neon di Fontana illuminato.

L'acqua del Drago Verde all'una di notte è la cosa più buona del mondo.


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