Quaranta secondi di niente


Sarebbe arrivato Scipione l'Africano, dicevano.

Pomeriggi tra i libri di Cinema e quelli di Teoria della Rappresentazione, evidenziatore viola in mano, quasi secco.
Un cielo che forse, finalmente - state zitti - non piove più.

La sera ero un'adolescente vestita male.
Come cazzo abbiamo fatto, anche questa volta, a trovare un parcheggio vero?
Venderei l'anima al diavolo per un attico sul Naviglio Grande.
I Long Island stonati di Le Trottoir, tamponati da tre gusti di gelato di Grom.

It's scarafaggio night.
Ci sedevamo con Giulia fuori dalla Croce Bianca alle due di notte, sulle panchine dietro le colline di Windows, eravamo pronti all'apocalisse zombie.

«Non avete paura che da un momento all'altro possa uscirne uno da là dietro?»
«Basta spaccargli la testa»
«E distruggergli il cervello, per la precisione»

0 commenti:

Post a Comment