Addio Anni Settanta


Milano al mattino presto ha il suo perché, penso, mentre sono sulla verde, morta di sonno.
Sto andando a dare un esame e mi sono vestita come una fioraia messicana.
Sto andando a un esame e la mia reale preoccupazione è andare a fare colazione.
Sto andando a un esame con le cuffie come Balotelli.
Sto andando a un esame e non me ne frega niente.
Tanto l'esame va da Dio lo stesso.
Sono un enfant prodige. Un genio, cioè. E se non altro vado al parco e leggo David Foster Wallace.
O vado a Palazzo Reale a dire addio agli Anni Settanta, ai tavoli apparecchiati in verticale e all'anarchico Pinelli che si annida al buio, in fondo alla sala da ballo con gli specchi.

«Non ti affligge l'idea che il tuo non dirmi mai che mi ami possa affliggermi?»

Che un libro è bello lo capisci dal fatto che quando lo leggi sui mezzi pubblici rischi di mancare la tua fermata.
Sì, che ti amo, David Foster Wallace.

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