Prunalbo


Arriva ciondolando, con le spalle un po' curve, e si siede sulla panca a fianco alla mia.
Bianco come il latte e secco come un pruno: lui è Prunalbo.
Ha un'aria familiare. Probabilmente lavora da Arnold e mi ha servito litri di Caramel Macchiato.
Mi sdraio sulla schiena e inizio una serie di tricipiti.

«Scusa, posso darti un consiglio?»
«Dimmi»
«Non stendere completamente le braccia, poi ti fai male»
Sorridi e annuisci
«Sai, io mi sono fatto un male cane»

Gli faccio un sorriso che nelle mie intenzioni dovrebbe essere molto zen e onnicomprensivo. Ricomincio la serie. E qualcosa non va.

«Ma... devi proprio fissarmi? Non ci riesco se mi fissi!»
«No, è che...»
Che c'è?
«È che dovresti abbassare i pesi. Sai, i tricipiti sono muscoli piccoli... anch'io alzo solo otto chili»
Sorridi e annuisci
«Vabbè, dai. Io vado»
Ciao Prunalbo.


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