Dire, fare, baciare, lettera, testamento

//1violetstar9//


Soprattutto testamento.
Sveglia con il dolce suono dei muratori che usano il flessibile sul tetto a pochi metri dalla mia testa.
Auto. Palestra. Caffè. Palestra. Doccia. Auto. Casa. Mezzi pubblici senza iPod. Caffè. Lezione di Regia. Caffè. Duomo. Mezzi pubblici senza iPod. Casa. Doccia.
Quindi, soprattutto testamento.

La lezione di Regia di oggi, l'ultima, è stata bellissima. L'ha fatto apposta, il bastardo.
Credo che mi mancherà. Qualche volta, le lezioni sono state bellissime, qualche altra volta ne sono uscita incazzata nera con lui (litigando di conseguenza con tutti, a casa), ma alla fine, quell'uomo egocentrico e megalomane un po' di cose me le ha insegnate.
Per esempio, che il teatro non è quella roba lì tutta impostata, e che Shakespeare è fichissimo. E ci provano tanto, a farci credere che Shakespeare sia palloso, ma quando si capisce quello che sta dicendo, Shakespeare è fichissimo.

Ho sempre fatto i compiti di Regia e lui non me li ha mai chiesti. Oggi dovevo inventare un monologo e recitarlo, e non l'ho fatto. Oggi mi ha chiesto di recitare.
Sono stata un imprenditore inetto che beve calvados e ha dilapidato il patrimonio di famiglia per un affare sbagliato.
Avrebbe dovuto durare per un minuto e mezzo, ma io non lo sapevo.
Così, per trenta secondi io e lui ci siamo fissati in silenzio. Nessuno dei due abbassava lo sguardo, degli altri nessuno osava fiatare.
Alla fine, mi sono messa a ridere e ho detto che avevo improvvisato.
Mi ha risposto che era la cosa più interessante di tutto quello che avevo detto. Però rideva anche lui. E considerando quanto aveva perculato tutti gli altri, dovrei essergli piaciuta.

Domani trascino l'Ingegnere a Venezia. Adesso che ci penso, una voltra mi ha detto che odia Venezia.
Quindi, le premesse sono ottime.
Due giorni e una notte, toccata e fuga.
Partiamo come i profughi, con una valigia sola.

Sono esaltatissima. Avete presente una pallina magica?

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