Vacanze Romane - day 4, una notte da leoni


L'ultimo giorno dell'anno, un PR ci assale appena mettiamo piede fuori, direttamente sul portone di casa.
Vedo per la prima volta la sala di una discoteca alla mattina, con le luci accese. È strano.
È una bella giornata. Ci prendiamo un panino con la porchetta in Piazza Navona.
Alle quattro, le ragazze iniziano ad avere le ansie da prestazione per il cenone, hanno paura che non riusciremo a prepararlo per le otto.
Gli autobus sono pieni. Ci dividiamo.
Due ragazzi vanno a prendere le prevendite in discoteca.
Due a prendere il vino, Tavernello del 2011 (riserva).
Le ragazze a casa con il 119. Che, ovviamente, per l'occasione fa un percorso diverso.
Per le otto siamo a tavola.


Via  del Corso è piena di gente e i botti di Capodanno esplodono ad altezza d'uomo. Tanti auguri di buon anno da Baghad.
Brindiamo bevendo a canna dalla stessa bottiglia di spumante, in otto.
A un certo punto, uno sconosciuto mi vuole abbracciare. Sembra il sosia di Zucchero. Scappo.
Tiriamo tardi dentro a Spizzico, che scodella caffè come se non ci fosse un domani.
Tiriamo tardi fuori.
Ci avvicinano due anziani signori, lei col visone, lui con il Loden:

«Aho, ve posso dà 'na dritta? Annate ar teatro, che ce stà 'na festa e nessuno controlla. Ce sta er Pandoro. Se ve sbrigate, ce stanno pure le leticchie cor cotechino!»

Andiamo a ballare.
La musica non ha senso, le cubiste sono vecchie, il dj giurassico. Assistiamo a diverse risse.
In tutto questo, sono sicura di aver visto il Dottor Who.
Torniamo che è già mattina.


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