Guida al Fast Fashion per Giovani Ragazze


Ovvero, qualche considerazione di una che non è Leighton Meester né Chiara Ferragni.

  • Accessorize: se non hai intenzione di comprare niente, non entrare. Se decidi di farlo comunque, probabilmente ne uscirai con un paio di slip con i gufetti, con un cappellino di lana con le fattezze di un orsacchiotto o con l'ennesima collanina/orecchini grossi come piattini da tè.
  • Bershka: nei loro punti vendita, cercano di stordire le clienti con luci stroboscopiche e musica da discoteca a un volume imbarazzante, probabilmente per indurle a comprare indumenti idrosolubili dai colori pastello. Molto cheap. Taglie piccolissime.
  • Brandy Melville: carino. Potresti comprare tutto, escluso ciò che è un po' troppo stucchevole o un po' troppo teen per la tua età. Spesso, però, se valuti il rapporto qualità/prezzo ci ripensi. In linea di massima, è adorabile, ma le taglie sono piccolissime.
  • Foot Locker: il posto in cui entri per comprarti un paio di scarpe e i commessi cercano di venderti di tutto. È quindi preferibile andarci con le idee chiare, ma neanche così posso garantirvi che ne uscirete soltanto con ciò che volevate davvero comprare. Habitat naturale di tamarri e ragazzini. Da evitare assolutamente il sabato pomeriggio. Solo per persone decise.
  • GAP: vivamente consigliato durante i saldi. Vivamente consigliato nei giorni in cui ci si sente grasse. Mi stanno la S e addirittura XS, quindi lo amo. Meriterebbe già solo per le taglie.
  • H&M: ci si potrebbe scrivere un libro. Come è già stato detto qui, in periodo di saldi sembra che ci si siano abbattute tutte e sette le piaghe d'Egitto, in particolare quella delle cavallette. Evitare le capsule collection con lo stilista di turno. Spesso, cercano di proporre fondi di magazzino che neanche ti immagini e maglioncini già infeltriti. Però, le t-shirt di cotone in tinta unita con lo scollo a V e il taschino, io me le sono comprate di tutti i colori.
  • Kiko: il paradiso degli smalti a due euro e novanta. Preferibilmente degli stessi colori della collezione di Chanel per la stagione in corso.
  • Oysho: il logo si legge anche capovolto, ve ne siete mai accorte? Grazioso, ma troppo pretenzioso. E la sua taglia M sta al mio cane.
  • Tezenis: davvero niente di che, ma, se cerchi canotte in tinta unita e pantaloni di felpa per la palestra, va bene. Le commesse sono importunissime. Alla quinta volta che una di loro ti chiederà se hai notato l'offerta delle mutande a tre euro, fuggirai di corsa lasciando giù tutto ciò che hai in mano.
  • Zara: hanno cose abbastanza carucce, ma ultimamente si sono un po' montati la testa. Suvvia, settanta euro per un vestito di Zara? Una volta ero Zara addicted, poi ho smesso.


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