Un week-end con la C aspirata - Firenze day 2


L'Ingegnere, che ha dormito per tutta la notte il sonno dei giusti, spalanca le tende, mentre mi appallottolo in un bozzolo di coperte, mugugnando. Non ho quasi chiuso occhio. Non ho capito quale fosse il problema e, a un certo punto, ho iniziato a innervosirmi. Tanto che avrei voluto svegliare l'Ingegnere che dormiva beato, per condividere la mia frustrazione.
Cerco di ritrovare la pace interiore al tavolino della colazione, asfaltando di burro le fette di pane tostato e ricoprendo con cura il tutto di marmellata di fragola.


Firenze è umidiccia. Ma noi camminiamo e camminiamo. Mentre io, tanto per cambiare, parlo e parlo. A Santa Maria Novella, dove sostengo calorosamente la teoria che molte reliquie siano in realtà ossa di pollo, alle Cappelle Medicee, dove recupero le opinioni di Foscolo sul puzzo di morte delle chiese medievali, a San Lorenzo, dove racconto al malcapitato mezzo libro di Federica Bosco.
Poi finalmente si mangia, in un posto dietro al Duomo in cui, quando fai l'ordinazione, ti lasciano un foglietto con gli ingredienti da scegliere per pimparti il panino. Ovviamente, noi li abbiamo scelti tutti.
Il pomeriggio scarpiniamo fino a Palazzo Pitti, facendo tappa lungo la strada alla Casa di Dante (dopo quasi cinque anni di Lettere è inevitabile) e in diversi negozi, da cui esco ogni volta senza aver comprato niente, ma sentendomi una persona migliore.


In camera, mi esibisco di nuovo nel numero "addormentarsi a tempo record con ancora le scarpe".

«Amore, vai tu oggi per prima a fare la doccia»
«No, ci devi andare prima tu, è così che eravamo d'accordo»
«E quando ci saremmo messi d'accordo?»
«Prima»
«Prima quando?»
«Ma sì, prima. Eravamo...»
«... io, te, Giacobbo, Daniele Bossari e un manipolo di Maya?»
«Ma dai, è vero!»
«E allora perché stai ridendo

Dopo mezz'ora di trattative, l'Ingegnere cede. Mentre è sulla porta del bagno, ammetto candidamente che non esisteva nessun accordo. Intanto si è fatto tardi.
Per cena ordiniamo una fiorentina da mezzo chilo a testa, innaffiata di Chianti.
Torniamo in albergo sghignazzando.

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