A Natale, mai più con


Lo so, lo so, all'alba del 22 dicembre, in teoria, lo shopping natalizio dovrebbe essere cosa fatta e i regali dovrebbero essere già belli che incartati.
Ma, siate sinceri, li avete comprati veramente? Tutti tutti?
Ecco.

Questo post è dedicato alle donne di tutte le età, che affollano le strade, i negozi, i centri commerciali, la Rinascente e Piazza Duomo, in preda alla psicosi da regalo.
E agli uomini che si aggirano per le profumerie e le boutique di intimo con lo sguardo disperato.

A Natale, mai più con:

  • Le trousse di Pupa. Sono inutili e pacchiane. Chi usa ancora quei colori? Gli anni '90 (per fortuna) sono finiti, e già allora, quando andavano di moda, venivano riciclate senza pietà. Se me ne viene regalata una, come minimo posso pensare che sia riciclata. Da qualcuno che a sua volta l'aveva riciclata da qualcun altro che a sua volta l'aveva riciclata e così via. E io stessa la riciclerei, facendo la mia parte in questo ciclo continuo.
  • I set di saponette colori pastello. Per loro rimane valido tutto ciò che è stato detto per le trousse di Pupa. Con l'aggravante che le saponette fanno molto zia dei gatti.
  • I completini intimi. Spesso volgarissimi. Quasi sempre della taglia sbagliata. Ma apriteli i cassetti, e sbirciate, se proprio dovete, no?
  • Il gioiellino risicato. Quelli che vedi le scatoline, poi le apri e dici: «Beh, tutto qui?». Ok, c'è crisi. Appunto. Non dovete per forza comprare un gioiello e vendere un rene e parte del fegato per pagarlo, ci sono tantissime altre cose più originali, che costano meno e piacciono di più.
  • I coffee table book. Nel 90% dei casi, su un argomento di cui al destinatario del regalo non frega assolutamente niente. Insieme con le trousse di Pupa, il regalo che più forte grida: «Sì, sono stato riciclato».

Dai, forza, abbiamo ancora un paio di giorni.
Auguri.



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