Compriamo una sveglia ai Green Day e non se ne parla più


Settembre è finito con la laurea di Gian e una serie di cazzate in loop da parte mia.

Notoriamente, il buongiorno si vede dal mattino, quindi a circa due metri e mezzo di distanza dall'università di Gian ci sono dei lavori in corso e la strada è interrotta. Naturalmente mi perdo e chiedo informazioni. A due persone. Le uniche che non sono della zona.
Posso così aggiungere "farsi venire il mal d'auto guidando la propria auto" alle mie esperienze personali. Potrei fare l'autista nelle rapine.
La palma d'oro come Persona Più Sciupata presente alla discussione di Gian (compreso Gian) non è abbastanza per me, decido di andare in palestra e, siccome i pantaloni della tuta sono tutti da lavare, ci vado con i calzoncini da calcio di Padre.
Segue un pomeriggio lungo e faticoso.
Comunque, mi trucco, mi vesto e mi ritrovo in coda per andare a ballare.
Finché sto zitta faccio una gran figura. No, perché avevo male alla testa e mi sono strafatta di antidolorifici. Inizia la serata e io non capisco un cazzo.
Reagisco a scoppio ritardato e devono ripetermi tutto almeno due volte.
Il resto lo fa la Grey Goose.
Gian finisce con la cravatta legata sulla testa e poi è cade col culo in un cestello del ghiaccio.
Io ricordo vagamente di aver ballato in piedi sul tavolo.
Torno a casa alle quattro e faccio la doccia truccata (smoky eyes).
Otto ore dopo sono ancora in palestra.

Se ottobre inizia così, siamo rovinati.

Però ci conviene godercelo, perché poi ci aspetta un mese di November Rain.

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