VFNO the day after

//thecherryblossomgirl//

La frase del giorno: «Ma dove posso trovare un paio di pantaloni del cazzo?».
Perché io, quando c'è la VFNO cerco i pantaloni della tuta. Del resto, non si può continuare ad andare in palestra con i leggings.
La serata inizia con tutti che trovano parcheggio tranne noi.
Poi lo troviamo ma non troviamo più la macchina.
Dopo una fugace apparizione da Biffi (di cui temo ci sia una foto, da qualche parte) e una pizza che pesava quanto un'intera modella, passiamo la serata in zona Duomo, che sembra un immenso rave party di gente vestita in modo improbabile.
La moda, dite? Ah, già.
Dolce & Gabbana propongono abitini sobri quanto un carretto siciliano, Krizia dei maglioni con gli animali della giungla a punto croce. E poi ancora saranno in pellicciotti stile Attila, il re degli Unni ma sui toni del lilla e decollete nere con le stelle azzurre o gialle, per i nostalgici del P-Gold, qualunque cosa esso fosse.
Ma tanto si sa, la moda alla VFNO è una cosa secondaria.

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